900 Giornate di San Pietroburgo: Блокада Ленинграда

Nel corso della storia la San Pietroburgo divenne teatro di innumerevoli rivolte. Lo spirito esterofilo che si aggirava per le sue strade e per le piazze armava la giovane intelligencija borghese per ribellarsi all’assolutismo secolare degli zar. Nel dicembre del 1825 ci fu l’insurrezione decabrista in Piazza del Senato, oggi Piazza dei Decabristi. Poi fu la volta della Rivoluzione Russa del 1905. Essa nacque dalla repressione da parte dell’esercito di una manifestazione pacifica degli operai di San Pietroburgo che si erano recati davanti al Palazzo d’Inverno per presentare una petizione allo zar Nicola II. Nel corso di un intero anno la rivoluzione si estese al mondo rurale e a quello operaio, che prese a riunirsi in consigli rivoluzionari, i soviet. Arrivarono furono i moti del ’17 guidati da Lenin per far uscire la Russia dalla Prima Guerra Mondiale e liberarsi definitivamente del potere dello zar.

Queste rivoluzioni pietroburghesi sono passate alla storia, si studiano sui libri anche in Europa. Non tutti sanno, però, che San Pietroburgo durante la Seconda Guerra Mondiale, per i russi “Великая Отечественная Война” (“La grande guerra patriottica”), ha resistito sotto l’oppressione nazista 900 giorni: 2 anni, 5 mesi e 8 settimane. Блокада Ленинграда, ovvero l’Assedio di Leningrado era uno dei tre obiettivi prioritari nell’Operazione Barbarossa, la guerra anti-comunista di sterminio. Nel Mein Kampf il führer descriveva la città come il caposaldo del bolscevismo sovietico. 

Dopo aver stracciato le promesse di non aggressione e coesistenza pacifica siglate a Mosca da Molotov e Ribbentrop il 23 agosto del ’39, Adolf Hitler decise di occupare l’odierna San Pietroburgo. La città fu recintata dai nazisti col filo di ferro, in modo lento e inesorabile vennero bloccate tutte le vie di comunicazione, tutte le strade. Non arrivavano viveri, nè via terra, nè via mare.

Furono 900 giorni di grande carestia. Morirono più di 800 mila persone. Nel gennaio 1944 una decisa controffensiva russa riuscì a cacciare i tedeschi dalla zona sud della città ponendo di fatto termine al lunghissimo assedio. 

Oggi San Pietroburgo è la seconda capitale della Federazione Russa, una città che conserva il fascino delle sfarzose dimore degli zar e si affaccia sul moderno Occidente. Sebbene piova quasi sempre, i palazzi dell’Ermitage, i ponti sulla Neva, i musei e molto altro ancora, la rendono una città viva, variopinta. È una metropoli magica. 

Di Alessandra Schirò

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