Raf Cofe: Bevanda Calda Tipicamente Russa a Base di Caffè

Sono da Arnold Coffee, la catena italiana di caffè americano più in voga tra gli studenti delle principali città del Bel Paese.

A volte voglio evadere dal profumo della carta stampata e vissuta, dal silenzio obbligato e dalla formalità della biblioteca. Mi rifugio con penne, quaderni, libri, evidenziatori, fotocopie e pensieri in questo coffee shop e il processo di studio è più sprint e produttivo che mai. Adoro il rumore meccanico e vorticoso della macchina del caffè, la fragranza dei chicchi bruciati, il metallo delle caraffe che sbatte sul bancone per “lucidare il latte”, il vociare eterogeneo ma rispettoso degli studenti che ripassano diritto, letteratura italiana, lingua araba eccetera.

Dunque sono qui che sorseggio il mio mezzo litro di cappuccino nella paper cup. Le mie labbra non fanno in tempo ad appoggiarsi alla fessura del coperchio di plastica che la mia mente decide di viaggiare, di tornare in Russia, a Novosibirsk e farmi rivivere il dicembre 2016, quando ero lì con una borsa di studio e una sciarpa di lana larga e lunga due volte me.

Sono a Novosibirsk, fuori nevica e io mi sono appena svegliata. Sono le tre del pomeriggio di un sabato qualunque della mia vita universitaria. Non ho voglia di lavare il pavimento oggi, lo farò domani. Fuori è già buio e la casa mi sta stretta. Ho il segno del cuscino sulla faccia, la flemma del bradipo tridattile.

Esco a bermi un cappuccino.

Mi dirigo nel bar migliore della zona, tanto per non farmi mancare nulla. Ordino un Raf Cofe, una bevanda calda, inventata a Mosca alla fine dei ’90. Qui la fanno a base di caffè espresso, vaniglia e schiuma di crema di latte.

Non potevo non informarmi sulla genesi di questa buonissima e dolce “variazione a tema” del cappuccio. Tutto ebbe inizio nel 1997. Rafael Timerbaev, cliente abituale del negozio Coffee Bean, ordinò “una buona tazza di caffè con del latte”. Il barman ascoltò la sua richiesta e, probabilmente colto da una vena artistica, mischiò una tazzina di caffè e due cucchiaini di zucchero vanigliato con della crema di latte. Il risultato piacque talmente tanto al cliente da voler battezzare la bevanda con il proprio nome, Rafael, abbreviato: Raf.

La voce si sparse per Mosca, le persone cominciarono ad accorrere al locale chiedendo “il caffé alla maniera di Rafael”. La bevanda entrò in breve a far parte del menù del posto. Le caffetterie si adeguarono al trend, i baristi impararono a fare il Raf Cofe.

Da Mosca la bevanda viaggiò in lungo e in largo per tutta la Russia, subendo spesso variazioni. Oggi, persino qui, nel centro della Siberia, non c’è un bar che non la serva.

In Russia il caffè filtrato, all’americana, va molto, è in voga sia tra i giovani che tra le persone di mezza età. È quel che ci vuole, in alternativa al thè con miele e limone, per cominciare la giornata quando il sole sorge troppo tardi e fuori il termometro segna -30°C. 


Di Alessandra Schirò

Immagine di Sprudge.com

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