Raketa: il Marchio degli Orologi Russi Civili

Raketa è uno dei marchi più importanti per l’orologeria sovietica. Il suo nome significa “razzo”, ma questa azienda si è distinta per il suo essersi dedicata alla produzione di orologi civili, e non militari.

La nascita del marchio Raketa risale agli anni ’60 per mano della Petrodvorets Watch Factory, un’industria di San Pietroburgo che nei suoi periodi più floridi ha superato quota 6.000 dipendenti.

Durante i primissimi anni gli orologi a marchio Raketa erano caratterizzati da un’estetica propria degli anni ‘60 e ’70. Tutta la produzione Raketa si è sempre basata su pochi ma fonamentali movimenti, sempre meccanici.

La svolta che ha reso questo marchio famoso e tanto conosciuto ancora oggi è sicuramente databile agli anni ’80. Questioni tecniche a parte, Raketa ha sempre assemblato movimenti economici ma di qualità, il passo avanti è stato fatto per mano di un rinnovamento nel design della produzione. I modelli prodotti dagli anni ’90 in poi hanno proiettato letteralmente Raketa nel futuro.

Raketa, modello, orologi
Dalla mia collezione personale

Un aspetto fondamentale è rappresentato da una semplice modifica apportata ad un movimento, un cambiamento capace di portare l’orologio a non segnare più 12 ore, ma 24. Ciò ha aperto uno scenario molto interessante. Dagli anni ’80 infatti hanno fatto capolino nel mondo dell’orologeria russa i famosissimi Raketa 24h. Realizzati in diverse varianti hanno alimentato una vera e propria leggenda. Fra i più famosi c’è sicuramente il modello Marine e il modello Ore Del Mondo. Le fonti non sono mai sicure e certe, ma una delle versioni più attendibili dice che il Marine servisse appunto ai marinai che, con i periodi di buio estremo o luce estrema, perdevano la cognizione del tempo e grazie al quadrante 24h potevano meglio scandire le proprie giornate e i propri turni di lavoro. Il quadrante Ore Del Mondo invece permetteva di calcolare i fusi orari delle principali città del Globo spostando i riferimenti della ghiera interna.

Sempre in questi anni Raketa ha tirato fuori un altro modello civile rimasto negli annali, il Copernicus. Si tratta di un orologio dalle dimensioni meno generose della norma, adattissimo anche ad un pubblico femminile. La sua particolarità è tutta nelle lancette che hanno una forma sferica e girando riproducono il movimento del Sole e della Terra. La dedica a Copernico è un chiaro appoggio al progresso messo in contrasto con la chiesa, c’è qualcosa di più sovietico?

Raketa, modello, orologi
Dalla mia collezione personale

Un altro orologio Raketa importantissimo è lo Zero. Questo modello è stato largamente esportato, soprattutto in Italia. Il suo è un design semplicissimo, il dial è bianco e gli indici delle ore sono molto marcati. Il suo nome si deve alla presenza di uno zero al posto del numero 12. Anche su questo orologio ci sono varie versioni storiche e culturali di cui sicuramente parleremo.

Raketa, modello, orologi
Dalla mia collezione personale

Ritornando sulla storia del marchio Raketa, dopo un periodo assolutamente florido in cui la fabbrica si presentava come una vera e propria cittadina con la chiara visione futuristica da parte dei manager (che ad esempio avevano sviluppato al suo interno servizi sanitari e sociali per i dipendenti, cose assolutamente innovative per l’epoca), gli anni ’90 hanno rappresentato il declino dell’Unione Sovietica e di tutto ciò che vi era strettamente legato in vita.

All’inizio degli anni ’90 infatti è iniziato un progressivo calo delle richieste di fornitura da parte di aziende e marchi esterni, finchè nel ’95 si è provato a mantenere in piedi un reparto di mero assemblaggio sulla scorta di rimanenze di magazzino. Il destino era ormai segnato e la fabbrica si è mantenuta a galla fino all’inizio degli anni 2000, ma i fasti di un tempo erano ormai acqua passata.

Bisogna dire che la Raketa ha seguito in tutto e per tutto il susseguirsi degli eventi e della filosofia sovietica. Ho brevemente raccontato come da una partenza abbastanza standard, senza infamia e senza lode, si è passati ad un periodo di forte rilancio del marchio e del design, passando poi per una inevitabile crisi.

Tutte queste fasi rappresentano precisi periodi ritrovabili nel mondo del collezionismo. I collezionisti più tenaci infatti oggi ricercano anche quegli orologi poco innovativi dei primi anni di produzione. Gli anni di punta della Raketa invece sono i più collezionati, qualsiasi amante degli orologi vintage e meccanici ha un Raketa degli anni ’80 o ’90. I più esigenti ricercano i modelli 24h o particolari versioni del Copernicus, ma la produzione è davvero molto molto vasta. In questi anni su alcune partite di produzione veniva fatto a campione un controllo qualità, marchiando questi precisi orologi con uno stemma pentagonale, ulteriore particolarità questa che rende alcuni esemplari più collezionabili. Per chi invece vuole assicurarsi condizioni estetiche impeccabili, è ancora possibile trovare in mercatini o tramite collezionisti accaniti i modelli dedicati all’esportazione, completi di scatole e foglietti illustrativi. In questi casi è frequente trovare modelli realizzati con caratteri latini anziché russi, segno di una produzione strettamente dedicata all’Europa. Una collezione completa sarebbe a dir poco difficile da mettere insieme, per la rarità di alcuni modelli e per la gran quantità di versioni prodotte per ogni singolo modello, ma nulla è del tutto impossibile.

Vi parlerò ancora della produzione Raketa approfondendo il tema dei singoli modelli più importanti, arrivederci al prossimo appuntamento.

 

Da Antonio Cosini Botti

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Sovietaly ha detto:

    Interessante… e così hai una collezione di orologi russi? E’ pubblicata ?

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    1. Periodicamente vengono pubblicati articoli su questo blog che parlano di orologi russi. Per ora tutti gli articoli di cui si è trattato sono nella collezione dell’autore.

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