San Pietroburgo: la Sede Russa della Multiculturalità

Dopo un paio di mesi vissuti a Mosca e un breve viaggio a Kazan, ho avuto l’opportunità di visitare il cuore culturale russo: San Pietroburgo. La prima impressione che ho avuto si è protratta per il resto della mia visita, rendendo non solo il viaggio più piacevole, ma in un certo senso più confortevole. San Pietroburgo, infatti, mi è sembrata una piccola Europa, un insieme di stili europei con molti accenni italiani, confluiti in una sola città, che contrastavano altamente la mia idea di tipicità russa.

A differenza di Mosca e Kazan, a San Pietroburgo ho subito avuto la sensazione di essere in qualche modo a casa. Scorci di Roma, Amsterdam, forse anche un po’ di Parigi erano magicamente confluiti in un’unica città e, dopo mesi di lontananza, rivedevo l’Europa. Questo finché il gelido freddo non mi riportava alla realtà. Quella temperatura di -4°C, all’apparenza neanche esagerata per i rigidi inverni russi, permeava dentro di me a causa della forte umidità dovuta alla vicinanza con il Golfo di Finlandia e il fiume Neva.

Probabilmente i miei compagni di viaggio mi hanno aiutato a consolidare questa teoria: “un’italiana, due olandesi, un tedesco, un turco e due coreani che passeggiano per Nevskij Prospekt”, sembra quasi descrivere l’incipit di una barzelletta. La multiculturalità era nell’aria, ma ciò che mancava, secondo me, era quel sapore puramente russo che tanto agognavo e che non sapevo riconoscere, che avevo assaporato a Mosca e, in parte, pur nella sua specificità, a Kazan. San Pietroburgo ha uno stile tutto suo che probabilmente la rende unica nel suo genere. Per quanto interessante, iniziare una discussione sulla storia, la cultura, l’architettura della Russia e di queste tre città in particolare è troppo lungo e dispersivo, per cui mi limiterò a raccontare le bellezze di San Pietroburgo che ho avuto il piacere di visitare e che raccomando fortemente.

Purtroppo non ho competenze specifiche per consigliare o meno determinati luoghi, per cui questa è una semplice e veloce descrizione dei luoghi che ho visitato nei quattro giorni della mia permanenza. Innanzitutto, per corroborare la mia visione quasi europeista di San Pietroburgo (più per i contributi che per lo stile effettivo), la Fortezza di Pietro e Paolo fornisce un lampante esempio, progettata dall’architetto italiano Domenico Trezzini. Nella cittadella a pianta esagonale spicca sicuramente la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, progettata per ospitare le spoglie di Pietro il Grande e dei successori. Il suo compito fu adempiuto, fatta eccezione per le spoglie di Pietro II e Ivan IV.

San Pietroburgo
Da kudago.com

Un altro fondamentale contributo italiano è rappresentato da Bartolomeo Rastrelli, architetto del Palazzo di Inverno e della Cattedrale della Resurrezione. Il primo fa parte del complesso architettonico dell’Ermitage, in cui è doveroso ricordare anche l’architetto Giacomo Quarenghi per la progettazione del teatro interno. L’Ermitage è sicuramente una tappa obbligatoria per chi visita San Pietroburgo, tenendo conto che, per una visita veloce, non sono sufficienti 4 ore. Vi è la possibilità di incombere in lunghe file per l’entrata al museo, per cui, in inverno, consiglio vivamente di essere ben coperti per combattere il freddo dell’attesa.

San Pietroburgo
Da dsbw.ru

Nella Cattedrale della Resurrezione ho invece avuto l’opportunità di assistere alla mia prima messa ortodossa. Il mio gruppo attirò ben presto l’attenzione del vigilante e in particolar modo del sacerdote che non solo si fermò a illustrarci le bellezze della chiesa e i progetti di ristrutturazione futuri, ma ci invitò anche ad assistere alla celebrazione, contento di ottenere tanto interesse da un gruppo di giovani che evidentemente conoscevano poco della sacralità ortodossa. Questa grande chiesa bianca e azzurra ottenne, secondo la leggenda, addirittura l’approvazione di Quarenghi, fervido oppositore di Rastrelli, un segno di riconoscimento degno di una tale architettura.

San Pietroburgo
Da sobory.ru

Altre tappe fondamentali della mia permanenza a San Pietroburgo furono la Cattedrale di Kazan e la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, di stile tipicamente russo. I due complessi sono molto vicini, agevolando la possibilità per i turisti di visitarli senza effettuare grandi spostamenti. A differenza della Cattedrale della Resurrezione, ancora spoglia al tempo della mia visita, gli interni di ambo i complessi sono sfarzosi, carichi del colore oro tipico degli interni delle chiese russe. La spiritualità e la devozione erano nell’aria, segno di un progressivo riavvicinamento dei russi verso la religione dopo il periodo comunista. È molto comune entrare in una chiesa e incontrare donne e uomini visibilmente commossi davanti all’effige di un santo o di Maria, diffondendo solo con quei gesti spontanei il valore e il carico emotivo di quel momento.

San Pietroburgo
Da spas.spb.ru

Per rimanere in tema di interni, la Cattedrale di Sant’Isacco probabilmente mi ha entusiasmata più di tutte, non solo per lo sfarzo tipico ed accentuato del suo interno, ma anche per la possibilità di visitarne la cupola e poter così ammirare lo splendido panorama di San Pietroburgo. Ciononostante, a differenza delle due precedentemente descritte, la Cattedrale presenta un triplice intervento europeo: inizialmente, il progetto dell’edificio fu delineato dall’architetto tedesco Georg Johann Mattarnovy, all’epoca dello zar Pietro I. Tuttavia, per ordine di Caterina II, la Cattedrale non fu solo spostata, lontano dalle rive della Neva dove era situata precedentemente, ma il nuovo progetto fu assegnato all’architetto italiano Antonio Rinaldi. Infine, il progetto finale si ebbe solo nel XIX secolo, a cura del francese August Montferrand.

San Pietroburgo
Da russiakrasiva.ru

Per concludere, è fortemente consigliata una visita al Museo Russo, vicino alla Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato. La struttura ospitante, Palazzo Michajlovskij, opera dell’architetto italiano Carlo Rossi, accoglie un museo interamente dedicato all’arte russa, utile per chi, come me, è poco pratico e ha poca conoscenza della materia e non è solo curioso di approfondire l’aspetto artistico, ma anche quello umano, vedere rappresentato lo stile di vita e i paesaggi russi del passato.

San Pietroburgo
Da smileplanet.ru

Possibilmente, anche un giro in battello fornisce un ottimo modo per vedere, sorseggiando dell’ottimo vino caldo, i due lati della città: da una parte quello storico, rappresentato da parte degli edifici citati in questo articolo, dall’altro quello più moderno e industriale, dove emergono grandi palazzi di multinazionali. Perché dopotutto San Pietroburgo non è solo il centro culturale russo, San Pietroburgo è un cuore che pulsa, è il punto di incontro tra antico e moderno, tra storia, presente e probabilmente futuro, un futuro multiculturale rappresentato non solo dai suoi edifici. San Pietroburgo è libera circolazione senza bisogno di visto per ammirarne le bellezze, è sentire persone parlare lingue diverse dal russo per le strade, è un gruppo di ragazzi di diversa provenienza che passeggiano per le sue strade sentendosi a casa.

Di Federica Nicolini

P.S. Non perdetevi nella grande metropoli! Ecco a voi la mappa di San Pietroburgo e quella delle linee metropolitane. Non dimenticatevi di scaricare l’app 2Gis per muovervi in tutte le città della Russia.

San Pietroburgo
Da mytravelbolog.it
San Pietroburgo
Da russia-turismo.com
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2 pensieri riguardo “San Pietroburgo: la Sede Russa della Multiculturalità

  1. Prima di prenotare il volo per Mosca sono stata a lungo indecisa tra Mosca e San Pietroburgo. Molte persone mi consigliavano San Pietroburgo ma poi ho scelto diversamente. Un po’ mi dispiace ora che vedo queste foto bellissime! Sarà per la prossima volta, così ho un pretesto validissimo per tornare in Russia 🙂

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