La Russia in Treno: un Racconto sulla Transiberiana

Avete mai pensato di percorrere l’intera Russia in treno? Noi di Viaggio Solo Andata sì, anzi, anche la Mongolia e la Cina sono passate sotto le rotaie, e molti altri Paesi le seguiranno. Sì, stiamo parlando della celebre linea transiberiana, e in questo guest post vorremmo raccontarvi perché dovreste fare anche voi questa esperienza indimenticabile.
Russia, Treno, transiberiana

Conosciamo molti turisti che dicono di aver visitato la Russia: sono andati a Mosca o a San Pietroburgo, o magari tutte e due, e poi sono tornati a casa. Ma se questo è falso per tutti i Paesi (anche un turista che abbia visto solo Milano non può dire di aver conosciuto l’Italia), per la Russia è proprio assurdo. Nessun altro Paese al mondo si estende per così tanti chilometri, attraversando due continenti e una decina di fusi orari, raccogliendo volti e usanze così diversi. Un turista medio identifica il russo con una persona alta, dagli occhi azzurri e i capelli biondi. Pochi sanno che sono altrettanto russi personaggi dall’aspetto molto più orientale, con lunghi occhi a mandorla e viso tondo e paffuto. A parte lo stesso passaporto condividono ben poco!
Russia, Treno, transiberiana

Attraversare la Russia in treno diventa quindi quasi un obbligo morale per la persona che voglia davvero vedere questo Paese, e le efficientissime ferrovie russe ci hanno pensato già da un secolo, quando hanno creato la celeberrima linea transiberiana. Una linea ferroviaria che si estende fino a Vladivostok, che se uno non lo sa sembra quasi che sia in Cina quel pezzetto di terra così a sud-est, e invece no, è Russia!

Percorrere la transiberiana significa non tanto e non solo vedere la Russia scorrere dal finestrino (in realtà per lo più boschi di pini), ma soprattutto vedere la sua essenza scorrere sul treno. Si parte da Mosca (i più temerari già da San Pietroburgo) circondati da stereotipi di russi: tanti occhi azzurri che guardano questi stranieri sul loro treno, che nonostante la sua nomea non è ancora una cosa turistica, tutti con almeno un tatuaggio sbiadito a raccontare chissà quale storia. Nessuno parla inglese, praticamente nessuno lo farà per una settimana intera (questo il tempo se decidete di restare a bordo fino a fine corsa, una totale follia che però può valer la pena raccontare). Dopo Ekaterinburg passerete il confine tra Europa e Asia, anche se non lo saprete e non lo vedrete dal treno, ma è lì. Passerete attraverso paesini che a malapena si capisce perché abbiano una stazione e città gigantesche da milioni di persone. Dopo Novosibirsk il treno comincerà ad avere un altro aspetto: gli occhi sempre più allungati, i colori sempre più scuri, anche la lingua sembra diversa (ma tanto ancora nessuno parla inglese, quindi non lo saprete mai). Si passa accanto al lago Baikal, il bacino d’acqua dolce più ampio al mondo, e lo percorrerete nella sua metà occidentale con grandi viste dal finestrino. E poi i più esotici possono addirittura scendere a Ulan Ude e decidere di visitare un altro posto pazzesco, la Mongolia, con la sua steppa e i suoi deserti. Noi abbiamo fatto così, quindi la fine di questa straordinaria storia russa non la conosciamo. Ma siamo sicuri sia altrettanto interessante!

Russia, Treno, transiberiana
Tutta questa umanità con cui entrerete in contatto, con cui annullerete la vostra privacy (soprattutto in terza classe), con cui scambierete gomitate e pestoni involontari, è la vera Russia. L’aspetto più straordinario, che non abbiamo mai incontrato in nessun’altra parte del mondo egualmente, è la loro capacità di espressione linguistica. Sanno benissimo che non parliamo una parola di russo, e che loro non ne parlano mezza di inglese, ma questo non li ferma dall’avere una conversazione. E in qualche modo straordinario riescono effettivamente a farsi capire, e in modo altrettanto straordinario anche noi, rispondendo in italiano, ci siamo riusciti. Dal vecchietto che voleva cambiare posto con noi, a quello che ci ha offerto dell’italianissima sambuca invece dell’attesa vodka, non importava che lingua si parlasse, importava solo essere lì, insieme, a dormire con i piedi del vicino in faccia, a mangiare schifosissimo cibo liofilizzato, a veder scorrere la Russia dal finestrino.

Ilaria Cazziol e Marco Mignano

www.viaggiosoloandata.it

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