Tre settimane alla Scoperta della Russia: Viaggio in Transiberiana 

Questa estate ho realizzato un sogno: viaggiare lungo la Transiberiana, la ferrovia che attraversa tutta la Federazione Russa collegando Mosca a Vladivostok. 
Russia

L’idea
Era un desiderio che covava da tempo. Prima di venire a vivere in Russia, avevo conosciuto il treno russo dalle prime pagine dell’Idiota di Dostoevskij, da Anna Karenina di Tolstoj, da Mosca-Petushkì di Venedikt Erofeev e dalla Freccia Gialla di Viktor Pelevin… ma anche dal vagone azzurro della canzoncina del cartone animato Čeburaška. Il treno non è soltanto un importante cronotopo nella letteratura russa, ma è anche uno dei “non luoghi” in cui la cultura di questo paese si rispecchia maggiormente. Dall’elektrichka, il treno regionale, ai vagoni platzkart, quelli di terza classe dei treni a lunga percorrenza, il treno è il posto in cui succedono le cose, in cui l’umanità di un paese sconfinato si mescola riducendo le distanze ad uno scherzo, ad una chiacchiera, ad una serata a guardare il paesaggio correre sul grande schermo del finestrino.

Fin dal mio primo viaggio in Russia, a San Pietroburgo, ho sentito che la Russia, per me, non è solo un paese che va visto e vissuto, ma è il paese dove le storie prendono forma. È in Russia che si è fatta ancora più forte in me la voglia di raccontare. 

Russia
Turka, Ulan Ude

A maggio mi sono fatta due conti e mi sono detta che non valeva più la pena posticipare la realizzazione di questo sogno della Transiberiana: bisognava sbrigarsi e, anziché aspettare la perfezione, semplicemente mettersi su un treno; ma non solo.

La maggior parte dei viaggi in Transiberiana di cui avevo sentito parlare avevano avuto luogo esclusivamente, o quasi esclusivamente, in treno. Io sapevo che non era soltanto l’esperienza del treno ad interessarmi, tanto più che ho avuto modo di conoscere il treno russo in un mare di altre circostanze. Quello che volevo io era un viaggio fatto di persone e di luoghi: non volevo soltanto l’annullamento spazio-temporale del vagone che si trascina attraverso sette fusi orari per quasi una settimana; volevo scendere e parlare con la gente del posto, scoprire com’è la Russia ancora sconosciuta al turismo di massa, volevo avere il tempo di sentire sulla pelle i luoghi degli altri e cercare nelle loro manifestazioni di umanità un riflesso di casa mia. È questa, per me, l’esperienza del viaggio. 

Per questo motivo mi sono inventata una serie di avventure: sette città da visitare in tre settimane senza mai alloggiare in un albergo, ma salendo e scendendo dal treno più famoso del mondo e passando da una casa all’altra, da una famiglia all’altra grazie all’aiuto di conoscenti e usando, per la prima volta nella mia vita, la comunità virtuale del Couchsurfing. L’obiettivo: non solo viaggiare per sé stessi, ma farlo per regalare qualcosa al mondo, testimoniando quest’avventura attraverso il mio blog. Insieme al mio fidanzato, armata di ogni gadget in mio possesso, l’ho fatto: ho percorso 9289 chilometri fino al mar del Giappone.

Russia
Omsk

La scelta delle città

La mia scelta non è caduta sulle città più grandi. Ho aperto Yandex, ho scaricato la tratta del treno numero 100, il diretto Mosca-Vladivostok, e mi sono messa a scorrere il dito lungo le 157 di stazioni, guardando l’atlante. Ho scelto le città che sembravano più interessanti a me, perché ne avevo sentito parlare, per via di associazioni letterarie, per la vicinanza alle bellezze naturali della Russia o perché sarebbero state in grado di testimoniarmi la diversità all’interno della Federazione, così poco conosciuta a Occidente e quindi da testimoniare con ancora più urgenza del viaggio stesso.

Il percorso si è snodato attraverso Ekaterinburg, Omsk, Krasnoyarsk, Irkutsk, Ulan-Udè, Birobidjan e Vladivostok. Ekaterinburg, perché è la città in cui sono stati uccisi gli Zar; Omsk, perché è la città dei lavori forzati di Dostoevskij; Krasnojarsk, perché è la città natale di diversi amici; Irkutsk, perché è uno dei punti più vicini al Baikal in autobus; Ulan-Udè, perché è la capitale della Repubblica Federale di Buriazia; Birobidjan, perché è il capoluogo della Regione Ebrea Autonoma; Vladivostok, perché è l’ultima città della Transiberiana e sta al confine tra tre paesi che un giorno vorrei visitare: Cina, Giappone, Corea del Nord.

Ogni città mi ha sorpreso: ci sono andata per un motivo, ma ho voglia di parlarne per un altro. A Ekaterinburg, per esempio, abbiamo aiutato un non vedente a pubblicizzare le sue escursioni al buio, potete trovare qualche anteprima sulla sua pagina facebook Feel Russia. A Vladivostok mi è sembrato di arrivare a Napoli, come apparirebbe se sulle varie colline e promontori ci fossero edifici del periodo di Khruschev.

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Ekaterinburg con Feel Russia

I costi

I biglietti si acquistano sul sito delle ferrovie russe rzd.ru sessanta giorni prima della partenza. Io ho comprato diversi biglietti, uno per ogni tappa, tutti in platzkart, e ho pagato circa 18500 rubli (260 euro) a persona. I biglietti del treno includono la biancheria pulita (due lenzuola, una federa e un’asciugamani); all’interno del vagone ci sono coperte e cuscini per tutti, è possibile comprare il tè e degli snack e vivere abbastanza comodamente leggendo, giocando a carte o facendo la calza. 

Il biglietto aereo per tornare da Vladivostok a Mosca, invece, è stato prenotato sul sito della compagnia Aeroflot ed è costato 13400 rubli a persona (circa 200 euro).

Per quanto riguarda le spese rimanenti, per cibo, escursioni, autobus, musei e altri imprevisti, bisogna calcolare circa 200 euro a persona.

Russia
Krasnoyarsk

I documenti

Io vivo e lavoro in Russia, quindi ho già un visto di lavoro e non ho dovuto fare nessun altro documento. Un italiano che si appresta a fare un viaggio attraverso la Federazione Russa ha bisogno di un visto turistico, che si può ottenere presso uno dei consolati russi in Italia o tramite agenzia. Servono altri visti soltanto nel caso in cui decidiate di viaggiare in Transmongolica, oltrepassando quindi la frontiera russa per arrivare in Mongolia e poi in Cina; o se decidete di arrivare in treno fino in Corea del Nord – per questo tipo di viaggio è molto difficile organizzare fai-da-te, il visto viene fatto solo da pochissime agenzie autorizzate dal governo nordcoreano. 

Russia
Birobidjan

Le reazioni dei russi

Ho l’impressione che i russi stessi sottovalutino il proprio paese. Le reazioni dei conoscenti sembrano riflettere i sentimenti che chi studia russo incontra tanto spesso in letteratura, specialmente nel secolare conflitto tra slavofili e occidentalisti. In parole povere, ma estremizzando e generalizzando un po’: alcuni credono che assolutamente il loro paese sia il migliore del mondo e non abbia da imparare niente da nessuno; altri vedono il proprio paese come un vecchio armadio in soffitta pieno di cose che non servono più e che vanno assolutamente sostituite con cose nuove, di moda e fattura europea. I primi mi hanno detto: “Wow! Fantastico! Vedrai posti che nemmeno i russi conoscono!” I secondi: “E che vai a fare? Lì non c’è niente di interessante.”

Entrambe le tendenze erano accomunate dalla perplessità sul couchsurfing. Quasi nessuno credeva che sarebbe stato possibile trovare all’interno della community online delle persone disposte ad ospitarmi in giro per le città russe meno visitate dagli europei. Al contrario, il couchsurfing sembra essere molto diffuso anche in giro per la Russia e dal sito mi hanno accolta a braccia aperte: mi è bastato creare una richiesta aperta di ospitalità, rendere pubbliche date e tappe del mio viaggio, e parlare del mio blog sulla vita di un’italiana in Russia. Ho cominciato a ricevere richieste su richieste; in alcune città ho dovuto rifiutare degli inviti, perché non avevo tempo per tutti; ho anche ricevuto inviti a visitare altre città fuori programma, dove c’era ospitalità per me. Perfino a Birobidjan, che tutti definivano un buco, ho trovato ospitalità. Ed è vero che Birobidjan è un buco, ma che ci siano couchsurfer anche lì la dice lunga sul pregiudizio che fuori da Mosca e Pietroburgo non ci sia niente di emozionante. 

C’è anche un terzo gruppo di persone che ha avuto da dire qualcosa sul mio viaggio, e non saprei se metterli tra gli slavofili o gli occidentalisti: sono i campanilisti. I campanilisti sono quelli che credono che, a parte Mosca e Pietroburgo, il meglio sia solo nella loro città o in quelle simili. Così è successo che, durante il viaggio in treno, io abbia incontrato diversi curiosi che si sono arrabbiati per la mia scelta di visitare Birobidjan piuttosto che Khabarovsk, Krasnojarsk piuttosto che Novosibirsk. Immaginate che voglia hanno i russi di aprire la porta allo straniero e mostrargli casa propria. È un sentimento, tra l’altro, che mi sembra molto più forte tra la gente che vive ai margini della Russia conosciuta dagli stranieri, dei margini che sono immensi e inesplorati. 

Russia
Vladivostok

Il seguito

Nell’arco di un anno ho intenzione di realizzare per ogni tappa un breve video e condividere sul blog foto e storie da ogni luogo visitato. Non è la sola cosa che mi interessa, comunque. Ogni volta che sento l’ospitalità russa, il desiderio di mostrarsi, di raccontare, mi viene ancora più voglia di scrivere storie, reali, inventate, metà e metà. Vorrei che questo viaggio fosse uno spunto di comunicazione con i lettori del blog, non soltanto per condividere informazioni pratiche di viaggio, ma per aprire uno spazio creativo all’interno del quale la Russia si trasformi da realtà geopolitica a territorio dell’immaginazione, della nostalgia, dei paradossi: uno spazio in cui crescono storie. Mi piacerebbe mettere insieme una raccolta di racconti sulla Russia, un viaggio della mente.

Di Sydney Vicidomini

Russaliana.me

È possibile seguire il viaggio in Transiberiana su facebook e instagram usando l’hashtag #7×3

Sydney ha studiato inglese e russo presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Salerno. Dal 2012 vive a Mosca, dove insegna inglese e italiano e va a caccia di nuove avventure. 

3 pensieri riguardo “Tre settimane alla Scoperta della Russia: Viaggio in Transiberiana 

  1. Ciao, sono russa e vivo in Italia da 23 anni, amo questo paese ma ultimamente mi manca molto la mia Russia! Ti ammiro ed invidio…spero di poter fare esperienze simili perché conosco poco l’ha mia patria. Leggo volentieri ciò che scrivi e racconti. GRAZIE

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