Un Raketa Per l’Italia

Oggi si torna in argomento Raketa e voglio presentarvi un paio di modelli la cui esistenza esula dai consueti binari di cui vi ho parlato finora.

Il titolo del post può già dare un indizio, ma andiamo a descrivere meglio la situazione.

“Un Raketa per l’Italia” non significa che parliamo di orologi commemorativi dedicati a un evento, o cose simili, abbiamo però a che fare con due modelli creati appositamente per il mercato italiano.

Questa produzione ha riguardato circa una decina di modelli, risale alla metà degli anni ‘90 e in effetti non vi si trova grande riscontro sui cataloghi dell’epoca. A riguardo c’è molta confusione e pare che ci sia stata una produzione dedicata proprio al mercato italiano e curata dalla ditta importatrice, per seguire il successo commerciale che gli orologi russi stavano avendo. Non ho ben capito se vi fossero dietro anche delle questioni autorizzative su questa produzione.

Nonostante le incertezze evidenti su questi orologi e nonostante l’impossibilità di fare i dovuti controlli con i cataloghi ufficiali, rimane il dato di fatto, cioè l’esistenza di una serie di modelli che possono in ogni caso raccontare una loro storia e risultare interessanti da collezionare.

Nel tempo vi farò vedere anche qualche altro modello, ma oggi presento questo orologio in particolare. Non ha un nome preciso, ma lo si può comunque descrivere secondo alcuni caratteri interessanti.
Già a un primo sguardo si possono cogliere alcuni aspetti di questo orologio che lo calano benissimo nel suo periodo e nella sua accezione di “Raketa per l’Italia”.

Innanzitutto abbiamo una misura di cassa di 36mm, adatta sia ad un pubblico maschile che femminile. Inizia quindi ad essere un orologio da poter vendere nelle orologerie e nelle gioiellerie, qualcosa che possa esser regalato alle mogli con una spesa non esagerata. La configurazione del quadrante però porta i segni di una commistione fra estetica e necessità di funzionamento. Nonostante il dilagare di oggetti russi degli anni ’80 e ’90, credo di non sbagliare dicendo che gli italiani non avevano imparato il russo. Per questo motivo nasceva l’esigenza di rimandare l’immagine sovietica lasciando comunque agli acquirenti la possibilità di “capire l’orologio”.

Raketa per l'Italia

Per questo motivo abbiamo un quadrante in cui convivono indicazioni russe con numeri arabi. Più precisamente abbiamo il marchio Raketa scritto per intero in verticale a ore 12. A ore 3 si trova la T, per indicare “Tri”, cioè appunto la parola “Tre”. A ore 6 c’è la Ш di шесть (shest’) che significa “Sei” in russo e a ore 9 c’è la Д (d) di девять (devjat’) che indica la parola “Nove” in russo.

Queste tre indicazioni russe danno un’estetica sovietica all’orologio rimanendo comunque altamente intuitive per la lettura, negli intervalli infatti sono presenti i numeri arabi che non presentano alcuna difficoltà di traduzione.

Raketa per l'Italia

Il Corredo

Questo Raketa, così come gli altri orologi prodotti in questa particolare situazione, è corredato da cinturino marrone molto semplice e sobrio, con impunture lungo i bordi e marchiati nella parte interna. Per quanto riguarda le confezioni venivano usate le scatole rosse con marchio dorato usate anche per la maggior parte dei Raketa venduti in Italia.

Se siete dei collezionisti ad ampio raggio potete avere sicura soddisfazione da questi orologi nonostante io vi abbia parlato di questa alea di confusione che vi gravita attorno. Conosco collezionisti che si concentrano solamente su determinati periodi storici, su determinate fabbriche di produzione o che seguono particolari criteri. Per me l’orologeria russa è un po’ lo specchio delle mille situazioni che in qualche modo hanno riguardato anche noi, per cui vale sempre approfondire la conoscenza di aspetti nuovi. A mio avviso vale la pena collezionare i komandirskie 3aka3 allo stesso livello di quelli del periodo di transizione o di quelli importati in Italia da Time Trend. Così come è bello avere uno Sturmanskie degli anni ’80, ma anche uno degli anni ’90 e, per lo stesso concetto, avere dei Raketa russi ma anche dei Raketa commercializzati in Italia. Ogni orologio racconta qualcosa e spero di avervi dato un piccolo spunto per allargare il vostro interesse.

Può sembrare strano ma anche un orologio del genere racconta una bella storia fatta, questa volta, di marketing e design. Lungi da me il giudicare l’orologio come bello o brutto, funzionale o meno, russo o italiano, ciò che posso fare è continuare a parlarvene.

Antonio Cosini Botti

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