La Maslenitsa in Russia: dalle Origini a Oggi

La Maslenitsa, Масленица, è una festa che oggi si celebra in Russia, Bielorussia e Ucraina nella settimana precedente alla Quaresima, ovvero alla Pasqua. Ogni anno, dunque cade in date diverse.

Nasce come rito pagano per celebrare il Dio del sole Jarilo, poi viene fagocitata dalla religione ortodossa.

La Maslenitsa corrisponde al Carnevale cattolico e quest’anno cade tra il 12 e il 18 febbraio. Si osserva nel corso di una settimana intera. In pratica è in corso proprio ora. Volete sapere di cosa si tratta?

Il nome Maslenitsa non fu dato a questa festa per caso. Deriva da Maslo (масло) che in russo significa “burro”. “Ma cosa c’entra il burro?”, direte voi.

Andiamo con ordine.

Durante il paganesimo slavo (IX-X secoli) questa festa si chiamava Komoeditsa, “mangia-komy”. I komy sono pagnotte di farina di avena, di piselli e di orzo con frutta secca e noci che venivano mangiate l’ultimo giorno della celebrazione. I Komy in antico slavo erano anche gli orsi. In primavera si risvegliano dal letargo. L’orso è sempre stato il simbolo del popolo russo, tutt’ora lo è.

La festa durava due settimane e si concludeva con l’equinozio di primavera. Da qui arriva la simbologia del Sole. Si saluta il freddo e buio inverno per abbracciare la calda e rigogliosa primavera.

Oggi le cose sono un po’ diverse, anche se molti aspetti della festa pagana sono stati conservati e tramandati nel tempo dal popolo russo.

Maslenitsa

La religione ortodossa, tra le altre cose, vieta il consumo di latticini e uova durante la Quaresima. Quindi durante la Maslenitsa si chiama così perché si pasteggia con derivati del latte, e prodotti a base di uova. Questa festa, infatti, è un’ottima occasione per cucinare e assaggiare i Bliny: tipiche crepes russe a base di farina, uova, latte e burro. Trovate la ricetta dei Bliny russi, insieme a quelle di altri piatti tipici, a questo link.

I russi ortodossi durante la Quaresima, che lo ricordi chiamano “Великий пост”, ovvero “Grande digiuno”, diventano momentaneamente vegani. Non mangiano né carne, né uova, né derivati del latte. Durante la Pasqua i credenti osservano un periodo di austerità, privazione e sacrificio anche nei rapporti sociali. Durante la Maslenitsa, infatti, si sbizzarriscono e festeggiano. Fuori c’è ancora la neve, ma il sole comincia a fare breccia dalle finestre. Si dice che i Bliny siano tondi perché sono fatti a forma di sole.

Non tutti i russi osservano alla lettera tutti i dettami della religione ortodossa, come non tutti gli italiani osservano i dettami della religione cattolica. Ma tutti i russi festeggiano la Maslenitsa. Questa celebrazione di matrice religiosa è sopravvissuta persino al regime sovietico. Per i russi è proprio una festa di gioia, collettività e speranza. Si invitano ospiti a casa, si fanno regali, si mangia e si gioca.

Si gioca? In che senso?

A Carnevale, durante la Maslenitsa, i russi bruciano la baba (la donna, la vecchia). Questo fatto di dare fuoco alla vecchia vi ricorda qualcosa?

Maslenitsa

In Veneto nel giorno dell’Epifania si “Brusa la Vecia”. Se non sapete di cosa si tratta, non preoccupatevi. Nessun essere umano viene maltrattato, né in Russia né in Italia durante questi festeggiamenti. Si mette al rogo una bambola, un fantoccio, uno spaventapasseri.

In Veneto, “Anticamente nella notte dell’Epifania i contadini erano soliti riunirtsi innanzi al fuoco, invocando i buoni raccolti per l’anno appena entrato”. Da qui è nata la tradizione di bruciare la vecchia.

Si dice che i veneti discendano dagli Etruschi. Putin in Veneto, con l’accento sull’ultima sillaba, significa “bambino”. Si brucia la vecchia per tradizione esattamente come in Russia. “Coincidenze? Io non credo”, direbbe Adam Kadmon. Ha ragione mia madre a sostenere che gli Etruschi siano russi? Da Это русские, letteralmente “questi sono russi”. Non lo so, voi che dite a riguardo?

In Russia durante la Maslenitsa si brucia lo spaventapasseri per dire addio all’inverno. Il rogo serve come purificazione da un periodo di miseria e malattia. Come è facile intuire, si tratta di una tradizione di origine pagana. Ed è rimasta, fortemente radicata nella cultura russa, fino ai giorni nostri.

Se quest’anno siete arrivati in ritardo per la Maslenitsa, nel 2019 non avrete scuse. Cadrà a marzo, da lunedì 4 a domenica 10.

Di Alessandra Schirò

Immagine da Goodnewyear.ru

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