Incendio a Kemerovo

Incendio a Kemerovo, recitano i notiziari. È successo l’altro ieri, domenica 25 marzo 2018. Credo sia uno dei massacri più atroci della storia successo per errore, in una domenica come un’altra, in un’ordinaria città siberiana.

Incendio a Kemerovo

Mi viene da piangere. Mi viene da vomitare. Certe cose non dovrebbero succedere, soprattutto nel terzo millennio. La sicurezza dovrebbe essere un diritto primario di ogni cittadino. Le circostanze dell’incendio a Kemerovo restano ancora ignote, non del tutto chiare.

Per quanto io stessa non ami i contenuti troppo espliciti e violenti spiattellati sul web e sui social, mi preme avvertirvi del fatto che in questo articolo saranno presenti immagini forti. Lo strazio che si prova a pensare che questa tragedia è successa, nella mia terra preferita, in una zona che dista circa 265 km dalla città dove abita più di metà della mia famiglia, Novosibirsk, è indescrivibile.

Incendio a Kemerovo

In Russia i centri commerciali sono tantissimi, e in generale, sono molto frequentati, prevalentemente da famiglie con figli piccoli, soprattutto nei periodi freddi dell’anno. Di solito si tratta di interi edifici, enormi, che accolgono negozi di vestiti, di generi alimentari, bar, ristoranti, fast food, sale cinema e sale giochi. Si può fare di tutto lì dentro, senza prendere freddo.

L’incendio a Kemerovo è una strage di bambini.

Secondo le fonti ufficiali ci sono 64 morti, di cui 41 sono infanti. Circola anche la versione secondo cui le vittime potrebbero essere molte di più, circa 400. Un numero indefinito e ingente di persone manca ancora all’appello. È questo il bilancio delle vittime. L’incendio divampato questa domenica nel centro commerciale “Zimnjaja Vishnja” (“Ciliegia Invernale”). Per spegnerlo ci sono volute più di 15 ore. Le cause sono ancora ignote. Secondo le versioni più accreditate, qualcuno, forse un bambino, per sbaglio, avrebbe dato fuoco a uno scivolo di plastica o di gommapiuma all’interno dell’edificio. Oppure potrebbe essersi trattato di un corto circuito al quarto piano. Le fiamme poi si sarebbero propagate dappertutto.

Sono morti anche i 200 animali esposti nello zoo del centro commerciale.

Incendio a Kemerovo

Le squadre di soccorso, tra volontari e soccorritori si sono recate sul posto dalle città più vicine e persino dalla capitale Mosca che dista più di 3.600 km. I cittadini si sono organizzati per dare aiuto ai superstiti. File di donatori di sangue sono subito accorse all’ospedale di Kemerovo. Chi aveva una macchina è rimasto sveglio tutta la notte e ha accompagnato a casa le persone sopravvissute miracolosamente al massacro. Sul posto hanno portato vestiti caldi e viveri.

Incendio a Kemerovo

In poche ore sul web hanno cominciato a circolare immagini, video e testimonianze dell’incendio a Kemerovo. A questo link c’è uno streaming di Moskva24, un canale autorevole di notizie russo.

I superstiti raccontano con orrore che nel centro commerciale della città siberiana non è scattato l’allarme anti-incendio, semplicemente c’era gente che di punto in bianco ha cominciato a gridare “A fuoco! A fuoco!”, precipitandosi fuori dall’edificio. Le comunicazioni ufficiali dagli altoparlanti sono arrivate troppo tardi. Le fiamme avevano già preso tutta la palazzina. L’incendio si è propagato completamente per 1,5 mila metri quadrati.

Incendio a Kemerovo

Le persone, in men che non si dica, si sono trovate bloccate all’interno del centro commerciale. Al quarto piano, nella sala cinema, le porte al momento dell’incendio erano bloccate. Un sacco di persone, prevalentemente bambini, sono arse vive.

A quanto pare i portelloni antipatico che davano alle scale di emergenza erano serrati. Il terrore era talmente tanto che la gente per salvarsi si buttava dalle finestre, nella speranza che sotto ci fosse qualcuno ad accoglierli per portarli in salvo. Altri, invece, si sono ingegnati strappando a mani nude il cornicione delle scale al fine di usarlo per spaccare il muro e aprire un varco per salvarsi.

Incendio a Kemerovo

Al quarto piano, l’ultimo, che ospitava due sale cinema e un’area giochi, è ceduto il soffitto. Sono morti tantissimi bambini nell’incendio a Kemerovo. E il numero delle vittime continua a salire.
Il Comitato Investigativo russo ha ordinato il fermo di quattro persone.

Gli inquirenti, stando ai media russi, starebbero anche cercando di interrogare il proprietario del centro commerciale, il miliardario Denis Shtenghelov, magnate dell’industria dolciaria russa, che stando alla testata Life risiede per la maggior parte del tempo in Australia.

Il Presidente russo Putin, giunto a Kemerovo sul luogo dell’incendio, ha dichiarato: “Cosa sta succedendo qui? Non siamo in un campo di battaglia, non è un caso fortuito di scoppio di metano in una miniera. La gente è venuta a divertirsi, rilassarsi, coi bambini. Parliamo di dati demografici, e poi perdiamo così tante vite a causa di cosa? A causa della negligenza criminale?” E ancora: “Bisogna dare una valutazione legale delle azioni di ciascun funzionario. Senza soldi, sembra che non sia possibile ottenere un certificato, ma per soldi, firmano qualsiasi cosa.”

La nostra solidarietà va a tutte le famiglie delle vittime di questa strage.

Il 28 marzo in Russia è giornata di lutto nazionale in memoria delle vittime dell’incendio a Kemerovo.

Di Alessandra Schirò

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