L’Uovo: dalla Creazione dell’Universo alla Letteratura Russa

Buongiorno, ragazzi, oggi voglio parlarvi dei significati che si celano dietro all’immagine dell’uovo, dalla creazione dell’Universo alla cultura Russa, passando per arti figurative, storia, letteratura e marketing pubblicitario. È il simbolo della Santa Pasqua, della rinascita, della resurrezione.

La Pasqua in Russia

In Russia la Pasqua quest’anno cade l’8 di aprile. Anche nel paese dello zar le uova sono un simbolo di questa festività, rappresentano la rigenerazione e la purificazione. Durante la domenica di Pasqua amici e parenti si incontrano per farsi gli auguri. Ognuno tiene il proprio ovetto in mano, lo picchietta contro quello del compagno, e tutti insieme dicono:

“Христос Воскрес! Воистину Воскрес!”

“Cristo è risorto! È veramente risorto!”

L’uovo e la Creazione dell’Universo

Per gli antichi Egizi l’uovo conservava dentro di sé i quattro elementi: aria, fuoco, terra, acqua.

A pensarci bene, l’anatomia dell’uovo che mangiamo, dell’uovo che dipingiamo per Pasqua, ricorda un pochino quella del pianeta che ci ospita. L’uovo è una cellula germinale femminile costituita essenzialmente da guscio, tuorlo e albume. Il tuorlo, la parte gialla, assomiglia al nucleo terrestre. L’albume che lo ricopre, può essere riconducibile al mantello e il guscio somiglia alla crosta terrestre.

Nell’antica, infatti, una delle teorie più diffuse riguardo alla creazione dell’Universo era quella dell‘Uovo cosmico. Questo simbolo è l’archetipo cosmogonico del culto induista, oggi conosciuto come la religione più antica del mondo. Hiranyagarbha, viene descritto nei libri della Bhagavad Gita e delle Upanishad come un nucleo universale galleggiante nell’oceano primordiale e avvolto dall’oscurità della non-esistenza. Quando l’uovo si schiuse, il Signore Brahma lo rese manifesto per mezzo dell’Aum, una sillaba che permette l’emissione respiratoria e che nell’induismo rappresenta il soffio vitale originario.

L’uovo nell’Arte

Nelle arti figurative l’uovo viene spesso usato per la sua forma ritenuta perfetta. Simboleggia la perfezione nell’architettura di Gaudì.

Uovo, l'uovo

L’uovo appare anche nella Pala di Brera dipinta da Piero della Francesca nel 1472. Simboleggia la nascita di una nuova vita. In questo caso, infatti, vediamo la Madonna che tiene in braccio il Gesù Bambino.

Uovo, l'uovo

Poi pensate ai quadri di Dalì, ad esempio. Questo artista spagnolo, pittore, scultore, scrittore, fotografo, cineasta, designer e sceneggiatore, collega l’uovo alle immagini prenatali e all’universo intrauterino, simboleggiando, pertanto, la speranza e l’amore. A evocare queste immagini è la dualità dell’esterno duro e dell’interno molle del macrogamete. L’uovo è la nascita, la simmetria, la perfezione geometrica esistente nella natura.

Uovo, l'uovo

La metamorfosi di Narciso di Salvador Dalì (1937)

Uovo, l'uovo

L’Aurora di Salvador Dalì (1948)

Uovo, l'uovo

Geopolitico che osserva la nascita dell’uomo nuovo di Salvador Dalì (1943)

Con Salvador Dalì ci colleghiamo facilmente alla Russia. Gala Éluard Dalí, nata Elena Dmitrievna D’jakonova, è stata una modella, artista e mercante d’arte russa, nota per essere stata la moglie e il soggetto di molte opere di Salvador Dalí.

L’uovo nella Corte degli Zar di Russia

Rimanendo in Russia, nel campo dell’arte, non possiamo dimenticarci delle famose Uova Fabergé. Si tratta di una realizzazione di gioielleria ideata presso la corte dello zar di tutte le Russie ad opera di Peter Carl Fabergé.

Uovo, l'uovo

Queste uova speciali venivano realizzate ogni anno, dal 1885 al 1917, nel periodo pasquale, in oro e altri materiali pregiati. In tutto nella collezione imperiale russa se ne contano 52. Sono veramente bellissime e preziose. La collezione è oggi dispersa in tutto il mondo e di tutte le uova solo 11 non sono state ancora individuate. Alcune sono custodite presso il Museo dell’Armeria del Cremlino a Mosca. Quanto costano? Vi starete chiedendo. Vi dico solo questo:

“Nel 2007, l’uovo Rothschild Fabergé Egg, realizzato nel 1902 per l’omonimo banchiere, è stato acquistato per 13,5 milioni di euro.”

L’uovo nei racconti popolari russi

D’altro canto, ci sono cose che nella vita non si possono comprare. Si possono soltanto ammirare, percepire, studiare. La cultura russa, la storia, le fiabe, la mitologia del nostro paese preferito rientrano tra queste.

Tra i racconti popolari russi che hanno come protagonista un uovo, mi viene in mente quello intitolato “Kurochka Rjaba”, ovvero “Gallinella Rjaba”. Narra di una coppia di anziani che hanno una gallina. Quest’ultima, un bel giorno, fa un uovo tutto d’oro. I due vecchini cercano di romperlo per vedere cosa c’è dentro, ma malgrado gli innumerevoli tentativi, non ci riescono. A un certo punto passa di lì un topolino che con un piccolo colpo di coda, rompe l’uovo a metà. Il nonno e la nonna si disperano. La gallina parla e dice: “Non disperate, vi porterò ancora delle uova, ma non saranno d’oro”.

Questa storia, narrata nelle versioni più disparate, apparentemente, a una prima lettura, potrebbe avere poco senso. Anzi, forse non ne ha proprio. Ma siccome si tratta di un racconto popolare, di una fiaba, è verosimile che abbia radici mitologiche. Sia l’uovo d’oro che il topo potrebbero essere simboli, simboli che spiegano perché la coppia di anziani si dispera invece di gioire quando l’uovo viene finalmente aperto.

La Russia, prima dell’avvento del Cristianesimo alla fine del X secolo, era pagana. La popolazione dell’Antica Rus’ credeva in diverse divinità e nella natura. L’uovo d’oro simboleggiava il sole, il topolino grigio era la tenebra, l’uovo d’oro rotto stava a indicare il tramonto per i fedeli del paganesimo slavo. Dunque, stando al racconto di Kurochka Rjaba, la tenebra (il topo) aveva distrutti il sole (l’uovo), questo avrebbe portato al tramonto di qualcosa (uovo d’oro rotto). La morale per i russi è la seguente: un uovo d’oro non ha portato la felicità al nonnino e alla nonnina, ma solo lacrime.

Uovo, l'uovo

Leggi la fiaba “Kurochka Rjaba” online: clicca qui per il racconto in lingua originale in più varianti.

Un’altra figura dei racconti russi che mi viene in mente se si parla di uova è quella di Kaschej Bessmertnyj, ovvero Kaschej l’immortale. Nei racconti viene descritto come personaggio cattivo e senza morte, ma in verità la morte ce l’ha, solo che la nasconde bene. Dove? Sulla cima di un ago che si trova dentro a un uovo. L’uovo si trova dentro un’anatra. L’anatra sta dentro a un coniglio. Il coniglio è sito in uno scrigno. Lo scrigno è attaccato a una catena che cinge una quercia. La quercia cresce su un monte nero, oppure sull’isola di Bujan. Questo è ciò che narra la fiaba che prende nome dal personaggio.

Kaschej appare in molte fiabe russe come quella di Tsarevna Ljagushka, ovvero Regina Ranocchia. Il suo personaggio è spesso rappresentato nelle vesti di re o mago onnipotente che rapisce le fanciulle. L’uovo in questo caso preserva la vita nascondendo la morte.

Guarda il cartone animato di Tsarevna Ljagushka in lingua russa: clicca qui.

Parlando di letteratura russa, non si può non citare il romanzo breve fantascientifico di Mikhail Bulgakov dal titolo “Uova fatali” (1925).

L’uovo nel brand marketing russo

Ai giorni nostri l’uovo come simbolo in Russia si trova, ad esempio, sul logo di MTS, una delle principali compagnie telefoniche del paese.

Uovo, l'uovo

Eccovi svelati i significati che si celano dietro a un uovo, dalla creazione dell’Universo alla cultura Russa, passando per arti figurative, storia, letteratura e marketing pubblicitario.

Di Alessandra Schirò

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