Il Giorno della Vittoria

9 maggio 1945

Questa data vi dice qualcosa? È la fine della Seconda Guerra Mondiale, Grande Guerra Patriottica per i russi, Великая отечественная война. La sera dell’8 maggio (già 9 maggio a Mosca) la Germania firma la resa incondizionata. Vengono liberati i prigionieri dei lager nazisti. La bandiera rossa dell’Unione Sovietica trionfa. Non bisogna più avere paura. Tutto è bene quel che finisce bene. È l’inizio di una nuova era. Viva la libertà!

Giorno della Vittoria

Per i russi il 9 maggio è il Giorno della Vittoria, è festa nazionale dal 1965. Si festeggia nei modi più disparati, ovunque. Per il VXX anniversario di questa celebrazione memorabile, nel 2015 a Mosca hanno sfilato 16 mila soldati russi, 1.300 militari da 10 paesi, circa 200 mezzi corazzati, 150 aerei ed elicotteri da combattimento. Su YouTube c’è ancora il video, è stata una manifestazione grandiosa.

Giorno della Vittoria

Non si tratta solo di orgoglio nazionale. Il Giorno della Vittoria non riunisce soltanto il popolo russo. La maggior parte delle ex Repubbliche Sovietiche festeggia il 9 maggio: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan.

Giorno della Vittoria

Giorno della Vittoria

Ma il 9 maggio non è soltanto il Giorno della Vittoria, è anche e soprattutto il giorno della memoria. Il bilancio ufficiale delle vittime dell’Unione Sovietica dopo la Seconda Guerra Mondiale è di 23 milioni di morti, tra militari e civili. È più di un terzo della popolazione residente in Italia nel 2017. 23 milioni di morti sono più di 136 vittime ogni mille abitanti. È stata una strage. L’Urss fu la nazione che in assoluto perse più vite durante il conflitto. La situazione demografica dei paesi che ne facevano parte, ne risente tutt’ora.

Giorno della Vittoria

Per commemorare i defunti, i russi il 9 maggio si recano nei cimiteri in cui sono sepolti i soldati che hanno difeso la Madre Patria dall’oppressione nazista. Anche in Italia ci sono luoghi in cui sono conservati i corpi dei difensori sovietici. Il Cimitero Maggiore di Milano è uno di questi e ieri ho avuto la fortuna di assistere alla celebrazione del Giorno della Vittoria insieme alla comunità russa giunta nel capoluogo lombardo.

Presso il Cimitero Maggiore di Milano riposano 8 soldati partigiani sovietici caduti in Italia, combattendo nelle fila del Corpo Volontari della Libertà. Erano tutti giovanissimi, prigionieri di guerra, vittime di incursioni aeree tra il 1942 e il 1943.

Giorno della Vittoria

Quest’anno si festeggia il 73° anniversario del Giorno della Vittoria. Il Consolato Russo di Milano ci ha invitati alla tradizionale deposizione dei fiori ai monumenti ai partigiani sovietici e italiani sepolti al Cimitero Maggiore. Hanno partecipato alla cerimonia anche alcuni membri dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) e del corpo consolare di Milano.

Al Cimitero Maggiore di Milano è sfilato un corteo di persone, un crogiolo di nazionalità, fedi religiose, età. C’era persino uno Spitz di Pomerania che saltellava e muoveva la coda al ritmo dei canti sovietici intonati durante il tragitto verso il monumento ai caduti.

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Una volta arrivati di fronte alle lapidi dei volontari sovietici, ci siamo fermati a commemorare le vittime della Seconda Guerra Mondiale. Hanno parlato il Console generale Bielorussia, il Console generale Armenia, il Rappresentante dell’ANPI di Milano. Gli orrori del nazismo non devono più ripetersi. Dobbiamo ricordare. Questo è lo spirito che animava il corteo del Reggimento Immortale ieri.

Durante questo Giorno della Vittoria le persone sfilavano con le foto dei propri cari, nonni e bisnonni, morti in guerra, in trincea o da partigiani. C’erano russi, bielorussi, ucraini, armeni, italiani. C’erano persino i rappresentanti della Chiesa Ortodossa a commemorare i caduti. Tutti uniti sotto a un unico credo: la fede in un futuro pieno di vita, senza guerre, senza astio tra i popoli.

Giorno della Vittoria

Sono nata nel 1993, due generazioni dopo la fine della Grande Guerra Patriottica, in Italia, un paese che a fine secolo viveva il boom economico. Posso soltanto immaginare cosa significhi essere reduci dal terrore. Ho i miei nonni e le mie prozie che abitano in Russia e mi raccontano le loro testimonianze e faccio tesoro di ogni loro ricordo.

Giorno della Vittoria

Voglio segnalarvi un mio scritto in lingua russa in occasione del 70° anniversario del Giorno della Vittoria nel 2015. Ho partecipato al progetto “Schegge di Memoria” (“Осколки памяти”) per l’Associazione russa Vele Scarlatte di Milano. Ho parlato del mio bisnonno, della sua vita da padre, marito e soldato. A questo link trovate il libro intero con i racconti di tutte le persone che hanno qualcosa da raccontare sulla Seconda Guerra Mondiale. Nelle foto qui sotto vi lascio il mio racconto sul mio bisnonno Stepan, il papà della mia nonna russa.

Di Alessandra Schirò

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