Come Trovare Lavoro in Russia

È difficile trovare lavoro in Russia se si è stranieri? A che condizioni si trova lavoro? Come si fa con i documenti, con le tasse, con la previdenza sociale?

Non sono un’esperta in materia giuridica, ma posso condividere con voi alcune informazioni e conclusioni che ho tratto dopo sei anni di lavoro in Russia come insegnante di italiano e inglese per stranieri.

Non scandalizzatevi. Si parlerà di gioie, di difficoltà e di vie per risolverle. Si parlerà della più grande piaga finanziaria del mondo odierno, capitalista: il lavoro in nero. Sono argomenti delicati, temi scottanti, ma non vogliamo assolutamente dissuadere nessuno dai propri obiettivi. La Russia è bella, il lavoro c’è, ma i problemi anche, come in tutte le altre parti del globo. Noi siamo dalla parte della serenità personale, del futuro e dell’impiego regolare.

Quello di oggi è un racconto in base a un’esperienza assolutamente personale, lavorativa, maturata in 6 anni sul territorio della Federazione Russa, dal 2012 al 2016. Condivido con voi ciò che ho vissuto io, ciò che hanno vissuto gli stranieri che ho incontrato in Russia quando vivevo a Mosca. Se anche voi volete raccontarmi le vostre esperienze sul territorio della Federazione, potete lasciare un commento sotto questo post.

Documentazione necessaria

I cittadini dell’Unione Europea hanno bisogno di un visto per entrare nel territorio della Federazione Russa e, ufficialmente, l’unico visto che permette loro di trovare lavoro in Russia con un contratto regolare è quello di lavoro.

  • Di norma, il visto di lavoro è a carico del datore. È lui che si incarica delle spese e vi fa firmare un contratto di lavoro regolare, in base al quale poi verserà le tasse in Russia. In quanto dipendenti, non dovete pagare nulla. I contributi vengono versati dal datore di lavoro.
  • Egli provvede anche a registrarvi presso gli organi di competenza e a farvi avere lo strakhovoe svidetel’stvo, cioè il vostro numero personale della previdenza sociale.
  • Oltre a questo, in caso di contratto regolare, il vostro futuro, ipotetico capo, è obbligato dalla legge a tutelare la vostra permanenza nella Federazione Russa con un’assicurazione sanitaria che copra almeno le situazioni di emergenza e il decesso. Si chiama dobrovol’noe medicinskoe strakhovanie, ovvero dms (che si pronuncia “de-me-ès”).
  • Il datore di lavoro si occupa anche di aprire per voi una zarplatnaja karta, una carta di debito presso una banca affiliata, sulla quale verserà il vostro stipendio secondo le scadenze stabilite dal contratto, normalmente due volte al mese.

È bene tenere presente ancora un paio di cose sui contratti di lavoro regolari.

Difficoltà principali e come risolverle

Prima di tutto, nonostante il vostro contratto sia regolare, cioè in bianco, è comunque altamente probabile che fino al 50% del vostro stipendio vi venga consegnato in nero, dentro a una busta. Se da un lato questo preoccupa, perché significa che vi viene versata soltanto la metà dei contributi sul vostro lavoro (ma è comunque poca cosa, se consideriamo quanto sono basse le pensioni in Russia). Dall’altro consola. Il lavoro nero in Russia è un mercato floridissimo. Per questo, siccome non è che diventerete evasori milionari da un giorno all’altro, potete stare sicuri di trovare anche due o tre lavori per arrotondare. Non vi dovrete esaurire con la burocrazia, che può essere particolarmente crudele con uno straniero, ovunque, non solo in Russia.

In secondo luogo, è difficilissimo trovare un datore di lavoro che sia disposto a prendersi le responsabilità economiche e legali dell’assunzione di uno straniero. Solitamente questo avviene quando si è assunti da aziende italiane con base in Russia, da enti che dipendono dal Consolato Italiano, o quando si trova impiego presso un’affermata scuola di lingue straniere. Questo spiega perché molti italiani in Russia che non sono ancora diventati imprenditori o che non hanno ancora superato la trafila per ottenere il permesso di soggiorno e poi quello di lavoro, fanno gli insegnanti di italiano per stranieri. Insegnare italiano a stranieri è il modo più facile per ottenere un visto lavorativo a carico del datore per un giovane italiano che voglia trasferirsi e trovare lavoro in Russia per periodi lunghi. O almeno, questo è quello che io ho osservato durante la mia esperienza lavorativa di sei anni in Russia.

Esistono altri stratagemmi, comunque, per trovare lavoro in Russia e avere un visto regolare.

Una possibilità è quella di comprare il visto di lavoro presso un’azienda che lo richiede a nome del “dipendente”, che sulla carta “dipenderà”, ma che di fatto lavorerà in nero o con contratti compatibili con un impiego a tempo pieno, presso un’altra azienda o in proprio.

Un’altra possibilità è quella di iscriversi a una scuola che, in cambio di un minimo di ore di frequenza e del pagamento mensile per giustificare il visto, vi inviti per motivi di studio. Uno studente può lavorare regolarmente con un contratto part-time. Tutto il resto, ragazzi, purtroppo, se volete, è in nero.

Il visto business

Esiste poi la salvezza e il pericolo, croce e delizia, di qualunque lavoratore straniero in Russia. Sto parlando del visto business.

Si tratta di un visto che dura tre, sei mesi o un anno e che vi permette di rimanere sul territorio russo per non più di 90 giorni ogni 180. Finiti i 90 giorni, vi tocca uscire ed entrare di nuovo. Una meta molto popolare per chi non ha bisogno di tornare in Italia e vuole fare una cosa veloce, è la Lituania. Parti la sera prima, al mattino arrivi in agenzia con tutti i documenti, richiedi il visto d’urgenza, lo ritiri nel pomeriggio e rientri la sera stessa.

Il visto business, comunque, non è compatibile con un contratto di lavoro regolare, ma implica semplicemente che voi vi trovate in Russia per fare affari con aziende russe. Quali? Non importa. Spesso e volentieri l’azienda riportata sul visto business in base agli intrallazzi dell’agenzia che si occupa di farvelo, voi non la conoscete nemmeno. Per questo, qualora scegliate questa via per trovare lavoro in Russia, è opportuno fare moltissima attenzione ai controlli.

Se lavorate a tempo pieno con un visto business e vi scoprono, potete essere deportati per 5 anni. No, non vi deportano in Antartide su un barcone. Significa soltanto che vi rispediscono in Italia e non potrete toccare il suolo russo per 5 anni. Nonostante questo rischio, ho incontrato durante la mia vita in Russia molti italiani che lavoravano con il datore di lavoro russo usando la partita IVA italiana e vivendo sul territorio della Federazione con un visto business.

Sono sicura di non essere al corrente delle innumerevoli combinazioni possibili per far funzionare la burocrazia a proprio favore e lavorare e guadagnare serenamente in Russia. Il cosiglio che posso dare a chiunque si appresti a fare una lunga esperienza in questo paese è di cercare un datore di lavoro che sia disposto ad assumere regolarmente. Sul posto poi ci si può sempre guardare intorno e imparare come destreggiarsi nella giungla della burocrazia e del lavoro per stranieri.

Dove cercare?

Il sito più usato in Russia è senza dubbio Head Hunter, ma sono sicura che anche con una semplice ricerca su Facebook o sul motore di ricerca Yandex ci si possa ritrovare sommersi dalle offerte, soprattutto nelle grandi città.

Se questo post vi è stato utile o almeno ha diradato un po’ la nebbia sulla questione “Come farò a trovare lavoro in Russia?”, potete dare un’occhiata a Russaliana – la Russia raccontata dagli italiani, dove, più che dare consigli, racconto la Russia vissuta in prima persona singolare dagli italiani che ci vivono, che ci hanno vissuto, o che la frequentano spesso.

Potete anche seguirci su Facebook.

Buona fortuna!

Di Sydney Vicidomini

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